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Tempo 19-27 Luglio 2003
Spazio Portogallo
Coordinate Lisbona - Sintra

Quando capita, uno mica se ne accorge. Si nasce, si cresce fino all'età in cui si inizia a comprendere la realtà, a dare un nome alle cose. In parecchi casi capita di non spostarsi. Il proprio punto di vista si cristallizza in un quartiere, se ne assapora la quotidianità, misurando le distanze in funzione della propria condizione di isolamento o comunanza con la piccola o grande comunità nella quale si vive.
Ebbene, nel viaggio, ad un certo punto è necessario decidersi, se

  1. continuare da turisti a rimanere invischiati ai limiti della città, dopo averla guardata tutta;
  2. cambiare esistenza e stabilirsi a Lisbona e viverla da dentro, innescandosi come bombe ad orologeria per scoppiare nella normalità di un luogo, una strada, quella vetrina che si ripete immutabile;
  3. ripartire, perchè la strada riprenda il sopravvento sul respiro, inadeguato nei cambi temporanei di abitudini.

Decidiamo di affidarci alla terza possibilità, per quanto Lisbona sia una donna sufficientemente abile da ammaliare qualunque viaggiatore. Partiamo ancora.

4° giorno - 22 Luglio 2003
Varietà.
Abbiamo deciso. Oggi si parte. C'è ancora tempo, però. Appena alzati, infatti, chiediamo alla donna presente alla reception se è possibile affittare una macchina. Non se ne parla prima delle 16, mi dice. Rispondo che è OK. Ne approfittiamo per saldare il conto e lasciare le valigie in custodia fino a quando non ripartiremo al pomeriggio. A proposito, un consiglio, quando scegliete le stanze con bagno, fate in modo da verificare quello che per scherzo avevamo commentato avrebbe potuto accaderci vedendo una foto scattata da precedenti visitatori dell'albergo in bella mostra in una bacheca al piano d'ingresso. Fate attenzione alla posizione reciproca di bagno e letto, nonchè delle porte scorrevoli abbastanza trasparenti.

Anyway. Per non allontanarci troppo, colazione a base di dolci alla crema e sfoglie alla Casa Suiça in Praça Don Pedro IV, già sperimentata nella mattinata del giorno prima.
Dobbiamo ingannare il tempo e dunque torniamo alla base del quantiere di Alfama, dove troviamo un negozietto che vende pesce in scatola. E' bellissimo, la parete dietro al bancone è tassellato con pile di scatolette ordinate in funzione del tipo di pesce e del condimento, se piccante o in semplice olio di oliva. Rimaniamo affascinati.

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Bagno in camera
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Carapau

Uscendo dal negozio, ci ritroviamo davanti un altro esempio di case apparenti, ovvero case delle quali è rimasto solo l'elegante scheletro interno. Dentro il cielo.
Per ingannare il tempo a nostra disposizione, prendiamo la metropolitana e scendiamo alla fermata Parque, per raggiungere il Parque Eduardo VII in Praça Marquês de Pombal. Qui scorazziamo lungo i caldi viali, fino a giungere al punto più alto. Il bello di Lisbona è proprio questo, ovunque tu cammini, avrai una salita, dopo la quale potrai godere un panorama straordinario. La città sembra abbandonata, se consideriamo il basso numero di persone che andiamo incontrando.
Dopo una breve sosta di riposo in un bar, nel quale ci servono una Fanta arancione e dal gusto vagamente medicinale, ci infiliamo in un piccolo parco dedicato ai bambini, dove tiriamo fuori pane e companatico. A farci compagnia piccioni ed uno strano pennuto dal piumaggio bianco e dal becco rosso. Fantastico. L'inserviente addetta alle pulizie ci fa appunto notare che il posto è per i bimbi, eppure dovrebbe vedere l'animo giovine che è dentro di noi. Non lo vede, ma è gentile nella misura di farci terminare il pranzo. Poi, di gran carriera, torniamo in albergo. E' il momento di prendere possesso della macchina.

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Cielo
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Parque
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Dall'alto

Il tipo è uno a cui piace parlare, iniziamo una bella chiaccherata durante la quale riusciamo a firmare tutti i documenti necessari, ad apprendere che è stato in Italia, a Firenze per la precisione, che ha due figli (ci mostra la foto), che volendo può accompagnarci per un pezzo di strada, in pratica fino a Avenida de Liberdade. Da lì ci infiliamo sulla autostrada A5, destinazione Sintra, ad appena una trentina di km da Lisbona. Quando arriviamo, il paesaggio è intanto cambiato, essendoci spostati più verso l'interno, maggiormente montuoso. Troviamo alloggio dalle parti di Heliodoro Salgado, nel quartiere Estefânia, in una casa privata che ha un'ala adibita ad ospitare turisti. Si avverte ancora l'odore di vernice e la frescura della stanza è piacevole.
Una doccia è quello che ci vuole prima di cominciare la nostra esplorazione. Quindi, a piedi, ci avventuriamo nella cittadina, salendo verso Sintra-Vila, ovvero il centro storico . Dopo una strada fatta di curve, abbastanza silenziose, giungiamo all quieto Palácio Nacional de Sintra. Il vero peccato è che il mercoledì è giorno di chiusura e l'indomani non avremo il tempo di poterlo visitare perchè ci aspetta altro. Ci accontentiamo di fare un giro nei dintorni, entrando in una stradina che portano agli uffici amministrativi, chiusi quest'ora (sono quasi le 20.)
Siamo estasiati, c'è pace intorno e respiriamo la quiete del luogo. Alzando lo sguardo, i due enormi camini conici si confondono con il bianco delle nuvole. Respiriamo ancora, lentamente. La luce si infila sotto le unghia, trovandosi spazio nelle vene, fino a giungere allo stomaco.

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In salita
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Tramonto
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Nuvole dense
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Palácio Nacional

Ed è vero che girando tra le tante strade strette della cittadina consideriamo la mera ipotesi di fermarci a cenare. Lo facciamo all' Estrada Velha Bar in Rua Consiglieri Pedroso 16. Per cercare scampo alla persecuzione di carne e pesce ci rifugiamo nelle uova, una sana frittata alle cipolle è quello che ci vuole. Ci scappa anche una crepes.
Poi ritorna puntuale la notte, e allora scendiamo nel buio, senza fretta.

 

A chilometri di distanza non ti par vero
aria pura senza veli carezza la pelle
si tende arpionando le strade ignare di noi,
stranieri, pionieri bambini, guerrieri
stelle, violentate dolcemente i sensi,
allietate di musica le diversità,

è corretto dirlo,
lontani da casa guardiamo l'orizzonte
smarriti di infinito.



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