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Giorno
Tempo 19-27 Luglio 2003
Spazio Portogallo
Coordinate Tavira - Evora
I nostri scienziati hanno finalmente realizzato il sogno di ogni uomo:
il teletrasporto. Domani sarà inaugurato il primo viaggio. Sintonizzatevi
sul primo canale. Non perdetevi questo straordinario evento mediatico.
Provate a immaginare, in pochi istanti, dal soggiorno di casa vostra all'ufficio,
in Arizona o al Circolo Polare. Dritti dentro ai vostri desideri. Nella
camera della vostra amante. Nel Caveau di una banca. Sulla Luna. Chi si
ferma, è perduto.
Da dentro un sogno.
8° giorno
- 26 Luglio 2003
Circondario. La stanza
è ancora rovente del calore della pelle, troppo il sole del giorno
prima. Ci aspettano i bagagli, ma a forza di disfarli, abbiamo imparato
anche a farli rapidamente. Come dire che repetita iuvant.
Un ultimo sguardo alla camera, alle piante del primo piano, ai gradini,
alla proprietaria della locanda, anziana senza età.
Torniamo alla spiaggia, dall'altra parte dell'isola, dopo aver stipato
l'auto con la nostra mercanzia. Posteggiamo vicini al molo.
Solito battello, solita traversata. Perplessi ci fermiamo davanti alle
file di ombrelloni. Un attimo dopo i dubbi sono spariti, oggi è tempo
di godersi un'ombra protettiva irriverentemente puttana (sul biglietto
di ricevuta sta scritto Aluguer Sombrinha).
Trascorriamo pigramente qualche ora tra lo scroscio delle onde del mare
e il frastuono misurato dei bagnanti. A infrangere la tranquillità un
tipo che urla a squarciagola, con un cesto in mano.
La domanda è semplice,
"Cosa conterrà?". La risposta è altrettanto semplice,
un certo numero di boligne,
ovvero delle sorte di graffe, come diremmo a Catania. In pratica,
una boligna è un
bombolone senza ripieno, solo lo zucchero all'esterno. Sfatando qualunque
convinzione salutista, ne prendiamo
una.
Intanto passano i minuti e le ore. Viene il tempo di prendere la via
del Nord. Ci immettiamo prima sulla statale E1 e poi sulla autostrada
IP2 che passa per Beja per giungere infine ad Evora.
Il viaggio continua a proporci una natura incontaminata, fatta di alberi
da sughero, sole e terra rossa. Incontriamo poche macchine lungo la via,
come se fossimo in pochi a viaggiare su quella arterie. Come se fossimo
disseminati su migliaia di pianeti diversi, come se attraversassimo ciascuno
una porta diversa dello stesso albergo senza mai incontrarci, in nessun
corridoio, mentre dalle stanze vicine tutto tace.
I pensieri saturano la razionalità, aggredita da colori inspiegabili,
odori che non può catalogare. La razionalità si arrende del tutto. Non
sorge alcuna preoccupazione in noi quando osserviamo lentamente la spia
della benzina abbassarsi, sempre più, inabissarsi dentro la riserva. Avremmo
potuto continuare fino all'ultimo momento, quello in cui la macchina
si sarebbe fermata senza preavviso. Un riflesso del sole, forse, abbagliandoci,
ci convince ad uscire all'altezza di Castro Verde. Qui
il miraggio è un benzinaio, alle 17.30 non c'è nessuno
in giro. Abbiamo ormai paura di dover inventare qualcosa d'altro per
proseguire il nostro
viaggio, quando una insegna familiare e un uomo di mezza età con un cappellino
richiamano la nostra attenzione.
Ne approfittiamo per pranzare, sotto ad un albero, dove ci aspettano tavoli e sedili di pietra. C'è
anche una fontanella per bere. Forse, non è un caso essere rimasti a
secco.
Si riparte.
Giungiamo ad Evora verso le 19. La città ci aspetta avvolta nelle sue
mura. Una volta dentro, parcheggiare è un inferno, ma l'albergo che ci
ospita ha dei posti riservati ed in più è vicino al centro. Potrebbe
esservi utile: Hotel Santa Clara
Trav. da Milheira, 19 - 7000-545 Evora - PORTUGAL
Tel. +351 266704141/2 - Fax +351 266706544
E-mail reservas@hotelsantaclara.pt - Web http://www.hotelsantaclara.pt
Una rinfrescata e poi in giro. Smarrirci per
le viuzze è affascinante. Evora è famosa in quanto centro universitario
importante. In più, trascorrendovi meno di 24 ore, non possiamo non
renderci conto dell'equlibrio che ne regola i movimenti. Poche auto
in giro, una cura straordinaria per le costruzioni, esaltazione dell'architettura,
delle luci che si accendono al calar del sole e mettono in mostra
una bellezza fatta di ombre, sfumature ed eleganza. Un piccolo gioiello
che vale la pena visitare.
Poichè camminare stanca, mangiare è da sempre un vizio da non condannare
se non portato all'eccesso ed in ultimo perchè l'orologio segna quasi
le 22, ci lasciamo guidare dall'istinto fino a giungere al Restaurante
Aquário in Rua de Valdevinos, 7.
Onestamente non ricordo con precisione il menù, ho comunque certezza
di una zuppa di ceci, di gamberoni, una bottiglia di rosso, un dolce
a base di semi di sesamo. Il tempo trascorso non è però stato in
grado di levarci da dosso la convinzione che, in termini di qualità,
questa sia stata la nostra migliore cena in Portogallo.
Siamo rimasti gli ultimi, lentamente affondiamo nella notte, meno
calda delle tante vissute nella ultima settimana. Sarà perchè ci
troviamo
non più sulla costa, che la città è più in alto e dal belvedere
si vede tutto attorno, sarà perchè abbiamo bisogno di calore, quel
calore che la stessa mattina ci turbava. L'ultima notte sotto il cielo
portoghese.
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