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Tempo 07-08 Agosto 2003
Spazio Urbino
Coordinate Fortezza Albornoz
Occhi Claudio

La curiosità è stata una cattiva consigliera, scrivo di Frequenze disturbate 2003 dopo aver letto le parole e le sensazioni che i miei amici hanno voluto esprimere. Ciò non toglie che anche io ho vissuto intensamente le 48 ore a nostra disposizione. Detta così, sembra di avere avuto davvero poco tempo a disposizione, ma non è stato così, il tempo è durato quanto doveva, non un secondo in più o in meno.

1° giorno
Purtroppo i DRM sono andati via senza lasciarmi troppe asperità addosso, pazienza!! Sarà che dovevo ancora abituarmi al luogo incantevole e dunque, ipotizzo di essermi guardato troppo attorno.

Mi sono divertito emozionandomi con i Giardini di Mirò, musica magistrale, che ricordava i Sonic Youth più ipnotici, il cantante un attore che ha viaggiato sulle ali della musica, divenendo strumento a sua volta.

Gli I am kloot li conoscevo già perchè posseggo il loro primo album, rock acustico piacevole, per me come tornare indietro di un paio d'anni, il cantante brindava alla nostra salute ad ogni canzone, penso abbia addolcito la platea.

Beck, un animale da palcoscenico che si è mosso con abilità, incantando il pubblico con le sue movenze a volte diaboliche, con la disinvoltura tipica di chi conosce bene i propri mezzi espressivi e sa come cavarne emozioni. Purtroppo non fa parte del mio background musicale, però l'ho apprezzato. Nonostante tutto, mi dispiace che molta gente sia venuta qui solo perchè il suo nome lampeggiava sui manifesti, come miele per le mosche.

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Marte blues
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Blue
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Buongiorno notte
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Connection
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Spirit
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E premiti!!!
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Nebula
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Jumpin'
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La

2° giorno
I Ms. John Soda restano tra i miei preferiti della due giorni. Semplici. Come la luce che ancora li illuminava mentre si esibivano. Tutti siamo rimasti ad ascoltare senza mai distrarci. I sensi, alla fine, erano piacevolmente all'erta.

Seguivano i Broadcast. I capelli corvini della cantante sono rimasti scolpiti nei nostri occhi insieme alle calze bianche fino al ginocchio e alla voce ruvida che ti portava dietro al sipario appena chiuso per poi farti precipitare tra le maglie di una energia straordinaria, senza eccessi.

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Ms.
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Tamburin
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Please
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Broadcast

E' poi il turno dei La Crus. Partiti forti, fortissimi, anche se non tutti erano al massimo. Oramai, concerto dopo concerto, la scaletta diventa solida, ogni componente del gruppo si muove a proprio agio. Le tre canzoni iniziali (Dove è finito Dio? Nera Remix Ricordare) costituiscono una sorta di tuffo dentro all'Ade dal quale riemergere mondati dalle tensioni.
Qualche sbavatura nel cantato in La nevrosi, forse il synth assente in uno degli ultimi pezzi, eppure come sempre, al termine, contenti.
Unico neo è stato all'inizio quando alcuni "contestatori" che non gradivano hanno iniziato a ululare stronzate verso il palco. Gli è stato risposto che non siamo ad un comizio politico, ma in un festival dove l'attitudine dovrebbe essere qualcosa di ben diverso.

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Nell'ombra
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Controllo
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Molti-tudine
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Verità
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Per dritto
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Low energy
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Spot
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Rumore di fondo
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Contrasto
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Suburbia
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Artefic-ieri
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Illumina...
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...il profondo

Ultimi i Notwist. Rock e molta energia. Tedeschi. Anche questi a me sconosciuti, ma a quanto pare molto apprezzati dal pubblico. Sono curioso di ascoltare il cd da studio, la differenza deve essere enorme.

Oltre la musica
A parte lo sfondo musicale che ha contornato la due giorni, abbiamo trascorso il nostro tempo tra battute, visite a pinacoteche, chiese, pizzerie, cucina, notte e giorno, salite e discese, paesaggi, chiacchere con i La Crus, chiacchere tra di noi, merendine, melanzane, sorrisi. Tra pulmann e treno abbiamo soddisfatto la nostra voglia di viaggio. Di notte si è riposato. Tutto è stato come doveva essere. Tra le mura della fortezza. Tra le vie della città. In un altra epoca direttamente dal nostro secolo.

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Profondità
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Ad alti livelli
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Belvedere
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