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Lacocio.it <<   >> Ogni cosa che vedo - 1 << 2 Quindi viene tracciato il percorso creativo dei La Crus per giungere alla comprensione dello spirito del nuovo album. Dopo il tratto intimo e esistenzialista di "Dentro me", il rapporto d'amore in "Dietro la curva del cuore", il recupero delle radici in "Crocevia", si ha l'apertura verso il mondo in "Ogni cosa che vedo" con un rapportarsi sempre in prima persona alla realtà circostante. Per chi ha bisogno di assegnare etichette.5. Natale a Milano 6. La nevrosi Ultima tappa di quesiti e motivi. - Perchè i vinili sul palco e non computer? Per un tocco di antichità, nel quale si può sbagliare di più. Per un gusto un po' retrò. (Cesare) - Grande varietà di sonorità nel disco. Ricercata? No, questa è sempre stata una prerogativa fondamentale dei La Crus. (Cesare) - Si nota un certo compiacimento in alcuni testi del disco, trasformando anche tratti non positivi in elementi originali e comunque fondamentali. Voluto? Questa leggerezza pensosa è nata in "Dietro la curva del cuore" e una volta interiorizzata è venuta fuori naturalmente in "Ogni cosa che vedo". (Joe) - Quale è la canzone che sceglieresti per rappresentare l'album? "Come una nube", una sorta di manifesto che si manifesta come un punto di equilibrio tra elettronica e uso della parola. (Joe e Alex) - Ci saranno vinili in giro? Non sempre riusciamo a organizzare il banchetto, ma sì ci saranno anche i vinili. (Joe) 7. L'illogica allegria 8. Come una nube Ancora magnetizzati, ci riuniamo in circolo come una piccola tribù e attendiamo che la folla svanisca. Un breve saluto ad Alessandro e Joe servono a renderci meno amara la fine dell'esibizione che avremmo voluta più lunga. Ma è solo la prima delle tante date che seguiranno e quindi non ci rammarichiamo, anzi è ormai ora di rendersi conto che abbiamo fame. Lasciamo la Feltrinelli ormai chiusa alle nostre spalle e giriamo l'angolo per una pizza veloce e due risate assieme. Otto persone raccolte come una famiglia che si scioglie e si ricompone sempre diversa. Poco dopo entrano anche i La Crus, ma per noi la mezzanotte è traditrice. Dobbiamo accompagnare gli amici provenienti dalla Svizzera alla stazione di Greco. Alle 00.35 parte l'ultimo treno per Chiasso. Immancabilmente lo perdiamo. Non ci perdiamo d'animo. Chiasso è a poche decine di chilometri da Milano. Nel giro di un paio d'ore ognuno è nel suo letto. Memore della pioggia e del sonno che scende a rapire temporaneamente l'anima.
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