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Lacocio.it <<   >> Giardini di Mirò Tempo 14 Ottobre 2005
Il Jail adesso sta stretto ai nostri, ingabbiati in un
angolo dello spazio. Non si capisce il motivo del cambiamento. Il bar
era escluso dalla musica, era il bar e basta. Adesso sta al centro
a ricordare il consumo, quasi la musica fosse un accessorio, indispensabile,
ma relegato lì, da scoprire.
Emozioni. Lievi. Superbe. Ritornano come perle che rotolano lungo la schiena di una spiaggia assopita. Lucide, emettono intermittenti bagliori. Come gabbiani, volteggiamo all'unisono, particolari e perfetti. Sorpresa. C'è anche Raina, che appare brevemente a ricordare il tempo che fu. Ma il tempo è adesso. Lui è ospite, forse lo era anche prima, ma non si notava. Le sue dita salgono ancora a prendere la mela proibita, ma quella mela l'ha già assaggiata e non sarà mai la stessa cosa.
Sappiamo che questo sarà l'ultimo concerto, per un po'. Siamo venuti apposta. Perchè fa bene allo spirito e al corpo. Ci mancheranno, queste canaglie senza freni. Scoprono i nervi e ne vanno fieri. Che bello, penso. Che bello essere qui, ad annacare la testa. Jucca ci dice che rivederli in concerto dipenderà da tante cose, da come andrà il prossimo disco, da quello che uscirà dal ritrovarsi in studio. Mi vien da pensare che dipenderà anche da noi che siamo lì in quel momento.
Al termine, sottrago il foglio con la scaletta. Emblematica nei titoli. Song 4 -> Drum Machine -> Milano-FI -> Pezzo Jucca -> Baritono -> Pezzo Ale -> Country -> A new start E forse è proprio un nuovo inizio, quello con cui i Giardini di Mirò ci sorprenderanno. Quando meno ce lo aspettiamo. Giovani, per sempre giovani, noi e loro, stampigliati nel cuore di un estate del 2003 che dura da allora.
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