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Tempo 30 Settembre 2005
Spazio Milano
Coordinate La Casa 139

La nuova casa si apre ai nostri occhi. Come piccoli topi, ci aggiriamo curiosi alla ricerca degli odori a noi conosciuti, degli angoli nascosti, delle luci bislacche, dell'assenza del fumo che ci ha tormentato per tanti concerti e che poi è svanito per legge.
Un po' più cupa, un po' più ordinata, con qualche novità di colore, un muro di plexiglass a proteggere il dj o il tecnico del suono, quasi a schermarlo dalla musica che aiuta a generare. Soprattutto manca il fantastico lampadario a cascata intorno al quale si scioglieva la scala a chiocciola. Ci manca e la vorremmo vedere tornare. Anche il portone di ingresso, color lampone, non riesce a nascondere le tracce del tempo e allora, ci sarebbe piaciuto tenere il vecchio, cocciuto, scassato, marrone.

Ma siamo qui per la musica, per Marco Parente, che rivediamo, dopo il concerto in comunione con Paolo Benvegnù. Lo anticipa sul palco un giovane, emozionato, il quale si era reso già protagonista di un accompagnamento al piano nel concerto di cui sopra. Si ripropone qui, da solo, per pezzi suoi, cercando di infondere sicurezza e darci qualche guizzo. Il piano ha accudito i nostri pensieri, la voce era un po' strozzata, ma essere sul palco è dura e si impara provando e riprovando.

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Riflessi
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Giovane
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Dal buio
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Blu notte
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Happiness
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Ombre di sè

Arriva, tardi, finalmente, Parente e la sua band. Altra storia rispetto a pochi mesi fa, quando, onestamente, le sue canzoni, erano state, si belle, ma lungo un filo che non presentava variazioni, e alla lunga, rischiavano la monotonia.
Dicevo, un'altra musica, una trasformazione impetuosa, che regala originalità, arrangiamenti irresistibili e passione. Rimaniamo incantati dalla sua entrata con un cappello che gli ricopre il viso e lascia scorgere soltanto gli occhi.
L'emozione è anche per lui, gli brillano gli occhi, ride, sorride, è allegro, con l'entusiasmo di un ragazzino che maneggia il gioco del quale conosce tutti i segreti e non smette di meravigliarsi nel mostrarlo agli altri, ai presenti in sala.

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Dietro
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Wide scene
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Monocromia
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Mr.
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Voce lontana
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Istant
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Tracce
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Onde sonore
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Centro...
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...sociale
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Assieme
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Intermezzo

Che strano vederlo dal basso del pavimento, lui che si agita sul nuovo palco alto quasi mezzo metro. In effetti è la novità più vistosa, il palco è esattamente nella posizione opposta a prima, a contatto con la porta che separano gli artisti dai nostri occhi. Una distanza che si sente, che ci allontana leggermente, costringendo così i nostri a dare di più, a veleggiare senza paura perchè senza rischiare non riusciranno più a raggiungerci il cuore.

Parente salta, balla, segue il ritmo e la melodia, condivide i suoi sogni con noi, intonando ora dolci ballate, ora vivacità e desiderio di correre, di stargli dietro, come in sella a biciclette in discesa lungo il declivio.
La band che l'accompagna è al massimo, tra tastiere leggiadre e un sax virale, le chitarre onnipresenti, il basso a sostenere il ritmo nella pancia, la batteria improvvisamente giovane e poi dirompente.
Marco Parente ci ha in mano, trascinandoci per gallerie scavate dalla pazienza dell'acqua nei secoli. Filtra la luce dalla sommità del cielo, riflessa dagli specchi febbrili dei nostri occhi.

Siamo felici, al termine. Consapevoli che ciò che è terminato è solo il primo atto di quello che verrà nel ricordo e nella reiterazione, di un'altra data, in un tempo non troppo lontano.

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Illusione...
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...smentita
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Alone
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Sax
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38
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Tape
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Ecco dove
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In viaggio
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Linee...
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...sghembe
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Fotogramma
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No fear


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