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Lacocio.it <<   >> Paolo Benvegnù - The Nickerbocker tour Tempo 10 Marzo 2006 E le estensioni sono contagiose, irradiano attrazione, avviluppano
il pensiero, non conosce ragione il bisogno di allungare le braccia
e spiegarle verso le direzioni che contano, le direzioni che portano
tutti in un luogo comune, in un luogo protetto ai più.
Paolo Benvegnù torna periodicamente a esibirsi, a spogliarsi di inutili vestiti, mostrandosi in tutta la sua eroica fragilità. Si attacca al microfono e spara elettrico vibrazioni nell'aria. Noi siamo a terra fin dall'inizio e lì rimarremo a stabilire un contatto che non sia esclusivamente visivo. Il basso contorce lo stomaco. I nuovi pezzi mutano la sostanza, aggiungono robustezza alla corteccia ideale che questo pazzo amico ci regala con la sua presenza.
E poi vederlo giocare, ridere con la sua schiera, quell'insieme di chitarre, basso, batteria, tastiera, guidate da professionisti, più di tutto da persone delle quali potersi fidare. Si scherza, si ascoltano storie, si balla inavvertitamente, senza troppa difficoltà. E' tardi ed un giovedì sera, per una volta possiamo tranquillamente fottercene. Guardarsi attorno è un piacere, riscaldarsi luccicando di gioia. Alla fine, nell'assordante rumore che sostituisce la musica, vado a salutare il nostro. Non so se lui ricorda, non mi interessa neanche un po'. Un breve scambio di battute, il ricordo di Firenze e del Flog, stringersi la mano e abbracciarsi. Questo è Paolo, un profondo cultore del cuore.
La novità la verità la verità fa male...
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