Non è possibile Non è possibile sapere e prevedere, che io e tu siamo felici, che il bel paese corre coeso verso un futuro radioso, oltremodo fiero. Non per me. Sento le sue parole, ovunque. Aspre, feroci. Ti lascia libero di non dire, dirà lui per te. Ha già fatto, a suo modo. Tanto, a suo modo. Arride invitante a chi non sa guardarsi le spalle o se le è guardate fin troppo, invita a continuare, insieme, per un altro irrinunciabile giro d'italia. Libera a suo modo. Ma io ho bisogno di avere la libertà, personale e vera, annusata senza imposizione, da mani forti e piedi in terra, valori d'origine e somiglianza. Libertà di scelta io e te, uguali nel rispetto. Ma chi parla di rispetto e grida, rispetta chi? L'altro? Se stesso? Sgomita da solo, vomitando boria, vanagloria. Non il meglio, ma il meno peggio? Siamo arrivati a questo? Sì, certamente. Mai severi abbastanza, in passato. E allora bisogna iniziare da ogni cosa che vedo, i colori vivi del mondo, il bisogno del confronto, l'equità elaborata in sogno nel tentativo costante, perseverante, che il tempo di una vita ci offre oggi.