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Tempo 11.11.2003 - 15.02.2004
Spazio Padiglione d'Arte Contemporanea
Coordinate Via Palestro, 14 - Milano

Esserci...dal vivo

a cura di Maryse Di Ciano

Era da alcuni anni che non mi recavo al Padiglione di Arte Contemporanea, quale miglior occasione portarvi Claudio e insieme assistere alla mostra dei lavori di Laurie Anderson, consigliataci dalla nostra amica Marilena, in una fredda domenica pomeriggio?

Camminando tra suoni, oggetti e visioni in una domenica di gennaio
LAURIE ANDERSON - The Record of the time

La retrospettiva della musicista e artista newyorkese, di cui devo confessarvi, conoscevo ben poco, offre un’interessante interazione pubblico-opera che mi ha sempre affascinato, fin da quando, undicenne, andai a vedere un’esposizione di Henry Moore (dove i bambini potevano “salire” e toccare liberamente le opere”)..ebbene, all’esposizione di domenica, mi è sembrato di spiccare un salto nel passato.
Entrando nell’universo dell’artista, un cosmo popolato di oggetti, disegni, strumenti, istallazioni e video, si assiste ad una continua commistione di poesia, musica e manifestazioni della vita di Laurie, dei sogni e magari anche delle sue nevrosi.
Mi piace definire quest’artista, una scultrice di suoni e rumori, quasi essi fossero materia da plasmare; avverti una sinestesia tra elementi quali la musica e gli oggetti e i suoni non sono mai semplici vibrazioni ma presenze visive, fisiche; l’opera esemplificativa in tal senso, è senz’altro il “Tavolo monofonico”, opera in cui Laurie ci invita a percepire i suoni appoggiando i gomiti negli incavi sul piano di un tavolo, lungo le ossa delle braccia, fino ai padiglioni auricolari…o nel “Cuscino parlante”appoggiandovi la testa per accostare un dolce sussurro.
Il suono è meravigliosamente distorto e manipolato elettronicamente grazie al violino, ora emettitore di luce al neon, ora riproduttore di suoni, versi di animali e rumori di computer in tilt: in tal senso mi ha colpito il gioco continuo di miscellazione ed è incredibile come uno strumento antico cone il violino, abbinato ed uno contemporaneo come il computer, assuma, nelle mani di Laurie, un ruolo inedito e unico.
Le istallazioni curiose e che fanno sorridere, sono senz’altro “Bottaintesta” dove l’artista si autoinfligge piccole botte in testa generando suoni amplifonati (ascoltabili in cuffia e che sembrano provenire proprio dalla testa-cassa armonica di Laurie) e “Dallo strizzacervelli”, dove si può assistere al racconto di una seduta psicoanalitica…tramite un modellino tridimensionale dell’artista animato da una proiezione (quasi un ologramma!).
Ora non voglio raccontarvi di più, assistere ad una mostra è soprattutto sorpresa…quello che posso sicuramente affermare è che nulla che ho scritto finora può farvi ben immaginare quello che vedrete, quindi che aspettate? La mostra si chiuderà il 15 febbraio.


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