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scena
Tempo 07.01.2004 - 01.02.2004
Spazio Teatro dell'Elfo
Coordinate Via Ciro Menotti, 11 - Milano
....A VOLTE RITORNANO...
a cura di Marilena De Biasi Già! Ma chi sono queste persone che tornano? E soprattutto
dove tornano? Sveliamo subito l'arcano: le persone sono Erica, Luca,
Isa, Claudio e Marilena (cioè io) e il luogo del ritorno è il
Teatro dell'Elfo, per rivedere a distanza di pochi mesi lo spettacolo
Polaroid molto esplicite, basato sul testo di un giovane autore
inglese,
Marc Ravenhill, e diretto da Elio De Capitani.
Perchè siamo tornati a vederlo? Per vari motivi, e tra le altre
cose ognuno di noi ha i suoi. Senza dubbio siamo dei grandi estimatori
della compagnia del Teatro dell'Elfo, e poi lo spettacolo è veramente
intrigante.
Ovviamente la serata teatrale era stata organizzata da Erica, ormai
eletta a furor di popolo PR Honoris Causa dell' Elfo ;-). Questa onorevole
carica le è dovuta anche per la sua infinita pazienza nel sopportare
rifiuti e “bidonate” all' ultimo minuto. Anche l'altra sera è accaduto,
ma pur se in numero ridotto eravamo un bel gruppo pieno di entusiasmo.
Ma entriamo nel vivo dello spettacolo. Come si evince dal titolo, Polaroid
molto esplicite, mette in scena 11 momenti, descritti proprio
come delle fotografie istantanee, rappresentanti momenti di vita di
una
serie di persone e di incontri che ruotano attorno a Nick, ex terrorista,
che dopo 15 anni di galera, scontati per aver rapito e tentato di uccidere
il suo padrone Jonathan, esce e si ritrova in un mondo completamente
stravolto nelle sue strutture politiche, sociali e morali. Torna dalla
sua compagna di allora, Helen, che nel frattempo ha optato per un modo
di far politica meno violento e reazionario, ed è diventata
consigliere comunale, supportata dal suo partito che le prospetta una
grande carriera politica. L'incontro non è dei più felici
e Nick ripudiato dalla ex fidanzata, mentre è in giro di notte,
incontra Nadia, una bellissima ballerina di Lap-dance, soggiogata dalla
filosofia New age che le fa sembrare tutti delle “belle persone”. Grazie
a lei incontra anche il suo migliore amico Tim, malato di Aids, che
condivide con lei e Victor (un go-go boy russo, scaricato da Tim tramite
internet per farne il suo schiavo sessuale) uno stile di vita molto
superficiale, fatto di sesso occasionale, ecstasy, discoteche, divertimento
istantaneo e immediata rimozione di ogni dolore.
L'incontro di Nick con i tre giovani mette in luce la pochezza delle
loro vite, vissute con la paura della solitudine, della malattia, della
morte, degli errori del passato. Ad esempio Nick rifiuta con tutte
le sue forze di incontrare Jonathan, la sua vittima, che venuto a sapere
della sua scarcerazione, cerca di contattarlo, per vendicarsi, ricattando
Helen di rovinare la sua ascesa in politica rivelando particolari del
suo passato violento e reazionario. Ad un certo punto questo incontro
avverrà e sarà uno dei momenti emotivamente più altri
dello spettacolo...non dico altro per non svelare proprio tutto, visto
che mi auguro che chi potrà andrà a vederlo, tanto sarà in
scena fino al 1 febbraio 2004 (per informazioni, www.elfo.org).
La prima volta che abbiamo visto lo spettacolo, avevamo trovato irresistibile
il personaggio del go-go boy russo, amante del trash, del culto del
proprio corpo, del divertimento da sballo. Una delle sue frasi memorabili è Ecstasy è meglio
di Comunismo!...ovviamente detta a Nick.... Lo interpretava
un attore molto bravo, Filippo Timi, però in questa
prima settimana di repliche è stato sostituito da un attore
del gruppo teatrale dei Motus (altro mio grande amore), Damir Todorovic.
Sicuramente Timi ha creato un personaggio molto sopra
le righe e per questo molto simpatico. Infatti, all'inizio, lo abbiamo
rimpianto un po'....però poi,
soprattutto nella seconda parte dello spettacolo, nella quale il personaggio
assume dei connotati un po' più seri, principalmente a causa
della morte di Tim, per aids, Damir Todorovic ci regala un
Victor pieno di intensa malinconia.
Anche il personaggio di Jonathan, che generalmente è interpretato
da Elio De Capitani, nella prima settimana è stato
interpretato da un altro attore, il mitico Ferdinando Bruni,
un attore che riuscirebbe ad emozionare anche leggendo l'etichetta
posta sulla scatola di un
detersivo ;-) Personalmente, pur trovandolo bravissimo anche in Polaroid,
ho preferito l'interpretazione di De Capitani, più consona
al personaggio.
Bravissimi anche tutti gli altri attori: Cristina Crippa (Helen), Giancarlo
Previati (Nick), Marina Remi (Nadia), Cristian Maria
Giammarini (Tim).
Soprattutto Marina Remi ci offre una grande prova attoriale,
dando al personaggio di Nadia, il giusto straniamento, ed è bravissima
nell'altalenare tra emozioni apparentemente rimosse e momenti di grande
sofferenza, dovuti anche e soprattutto alla presa di coscienza di sé.
Non si tratta di un lavoro adatto ad uno spettatore amante del teatro
“borghese”, di pura rappresentazione; per apprezzarlo bisogna essere
pronti a vedere attori che vivono i loro personaggi in un continuo
divenire, che li raccontano anche con un certo senso di distacco, per
poi riappropriarsene subito dopo. Tutto ciò che accade può essere
anche il contrario di quello che sembra.
Polaroid molto esplicite si avvale anche di una strepitosa
e funzionale scenografia (di Carlo Sala), composta da dei
pannelli mobili, su cui
sono raffigurati immagini inquietanti, spesso oscene, che di volta
in volta scorrono per far spazio ai vari luoghi di rappresentazione:
camera dal letto, camera di ospedale, bar, discoteca, etc. etc.. Isa è letteralmente
impazzita per la stanza che rappresenta il salotto della casa di Nadia,
che in realtà e costruito in verticale e quindi crea un' incredibile
illusione ottica, perchè gli attori sembrano sdraiati sul divano,
ma in realtà recitano in piedi. Ma tutte le altre parti della
scenografia, nella loro essenzialità, circoscrivono perfettamente
l'attimo vissuto dai protagonisti, come accade appunto quando si scatta
una fotografia. 
Insomma, per tutti noi si tratta di uno spettacolo
assolutamente da non perdere e...da rivedere...anche perchè quello che ho raccontato è solo
una minima parte di ciò che troverete in Polaroid molto
esplicite,
dove c'è molto, molto di più. Inoltre sono sicura che,
come è accaduto a noi....una volta visto, continuerete a pensarci
anche nei giorni successivi, perche tanti sono gli spunti di riflessione
che offre: vita, morte, amicizia, amore, arte......
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