Mostra “Pastelli” – Giovanna Del Bufalo – 29-30 Ottobre 2016

Pastelli
Approfitto di queste mie righe per segnalare la mostra di una amica catanese, Giovanna Del Bufalo.
Ne aveva parlato l’ultima volta che ci eravamo incontrati quest’estate (un bel pomeriggio agostano in quel di Stazzo), per l’autunno stava organizzando una mostra di suoi disegni.  Conoscevamo Giovanna attraverso le sue splendide fotografie (abbiamo qualcosa in ballo su quelle insieme, diamo tempo al tempo…), capaci di fermare il tempo in inquadrature piene di domande, volti, stupore o semplicemente ricolme di vite ed esistenze, quindi ci stupì (ma non troppo conoscendola) questa sua poliedricità.
La mostra (cliccate qui per l’evento facebook) ha il titolo PASTELLI e si terrà a Catania, presso Photo&Graphica in Via Auteri 38, il 29 e 30 Ottobre 2016.
Di seguito trovate alcune domande che ho rivolto a Giovanna su questo lavoro, nate dalla mia curiosità sul rapporto del disegno con la fotografia, le similitudini e le differenze presenti in due forme di rappresentazione della realtà così diverse tra loro.
Io ti conosco per la fotografia, per l’approccio alla descrizione della realtà tramite l’obiettivo. in cosa il disegno è simile e differente dallo scattare foto?
Apparentemente credo siano estremamente differenti. Specie per il tipo di foto che prediligo. Ma Ho letto, e l’ho riconosciuto in me, che quando fotografi in qualche modo fotografi te stesso. E siccome questo vale per ogni espressione artistica, ecco in cosa sono simili. Raccontano il mio mondo interiore raccontando o interpretando la realta’. E questo mondo ha piu’ sfaccettature.
Poi disegnare o dipingere richiede un tempo differente. Mentre disegni rifletti, elabori. Ma siano sicuri  che la foto sia solo in un attimo? C’e’ il prima e c’e’ il dopo. Insomma riflessione, elaborazione, press di coscienza del se’.
A quando risalgono i disegni esposti nella mostra? Si tratta di disegni tutti con pastelli come dice il titolo della mostra o varii le tecniche?
L’attuale mostra consiste solo in disegni a pastello fatti questa estate. E’ una ripresa. Mi e’ strata proposta da un’amica e mi son rimessa in gioco. Gli ultimi anni mi ero dedicata prevalentemente alla fotografia
Di solito, dopo aver terminato un’opera, è come se la si abbandonasse, la si lascia in qualche modo di vivere indipendentemente dall’autore, C’è ne è qualcuno che invece ti è rimasto appicciato addosso? che rimanda a un qualche ricordo personale?
I lavori a cui sono affezionata sono quelli che ho appeso per casa. Forse e’ banale ma son diventati parte della vita di tutti I giorni.. Tra questi  c’e’  un acquarello che tengo in salotto e che non darei mai. Ne ho venduti, ne ho regalati. Questo assolutamente no. Mi sembra riuscito, ma ha un valore aggiunto,  mi ricorda di una ragazza, una storia tremenda che mi feri intensamente e di cui non mi dimentico. Parlavano di lei in tv la sera che lo  dipingevo. Lo guardo e mi ricordo di lei.
Da cosa nasce l’ispirazione dei disegni?
I temi li cerco attorno a me e dentro di me. Sono temi ricorrenti che da sempre mi stuzzicano. Piccoli insiemi di case o nature morte che diventano una scusa per comporre volumi e colori. Vecchi giocattoli,  maschere, tra realta’ e sogno.
Con le foto bisogna essere veloci a cogliere un attimo, o è perso, col disegno?
Per me tra fotografia e disegno l’approccio e’ differente. Anche se c’e’ un lavoro dietro,  la fotografia ha un brevissimo momento culminante e questo richiede prontezza e attenzione spinta al massimo. E le foto che piu’ mi soddisfano sono proprio quelle che non mi aspettavo. Nei miei disegni invece c’e’ un lavoro piu’ meditato. C’e una ricerca formale e questa richiede tempo nell’esecuzione. Cerco la pulizia del segno, l’equilibrio del le forme, ed insieme la sintesi.

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